Vicina a Quirinale, la residenza più esclusiva per l’ospitalità romana.

Roma – Gabriella Rasponi, vedova del conte Venceslao Spalletti Trivelli, senatore del regno, nipote di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte (sorella di Napoleone), acquistò il terreno davanti ai giardini del Quirinale dove un tempo sorgeva la casa di Tito Pomponio Attico, editore e amico di Cicerone, e affidò all’architetto Domenico Avenali l’incarico di costruire Villa Spalletti Trivelli.

Grazie alla contessa Rasponi Spalletti Trivelli, che fu presidentessa del Consiglio nazionale delle donne italiane, la villa divenne un centro culturale e politico.

All’inizio degli anni trenta, Cesare Spalletti Trivelli ereditò dalla madre la residenza e vi abitò con la moglie la contessa Guendalina Cavazzi della Somaglia.

Nominati gentiluomo e dama di corte della Regina Maria José del Belgio, moglie di Umberto II di Savoia, ultimo Re d’Italia, il conte e la contessa lasceranno poi la villa al figlio Piero, poeta e scrittore.

Nel 2004 Giangiacomo Spalletti Trivelli, figlio del conte Piero, e sua moglie Susanna d’Inzeo, figlia del campione di equitazione generale Raimondo d’Inzeo, decidono di aprire la residenza all’ospitalità dopo aver realizzato alcuni interventi su progetto dell’architetto Piero Alessandrini.